Font serif e sans serif, come sceglierli per il brand
Font serif e sans serif sono le due grandi famiglie dei caratteri tipografici. La differenza sta nelle piccole aste alle estremità di ogni lettera, chiamate grazie. Un carattere le ha oppure no e da questo dettaglio nasce la classificazione. La scelta tra le due famiglie cambia il tono di un logo, di un sito o di un intero progetto grafico.
Font serif e sans serif, le differenze principali
I font serif si riconoscono per le piccole aste finali, dette anche grazie. Il termine deriva dal francese e indica proprio quel dettaglio. I font sans serif, al contrario, hanno un tratto pulito e senza aggiunte, da qui il nome “senza grazie”. La complessità di quelle aste finali definisce la classificazione del carattere.
Quando scegliere un font serif
I font serif restano la scelta più comune per i testi lunghi, come libri, giornali o riviste. Lo spazio ravvicinato tra le lettere richiama la scrittura a mano e aiuta l’occhio a scorrere il testo. Tra i nomi più noti ci sono Times New Roman, Georgia, Palatino e Garamond. Per un progetto destinato alla stampa, la guida completa alla scelta del font per la stampa aiuta a capire quale carattere rende meglio su carta.
Quando scegliere un font sans serif
I font sans serif si distinguono per la pulizia delle forme e per un tratto che richiama la scrittura in stampatello. Il pubblico li percepisce come moderni e li sceglie spesso per lo schermo, dalle app ai siti web, perché restano leggibili anche a dimensioni piccole. Open Sans e Noto Sans sono due dei più diffusi, gratuiti e pensati apposta per il digitale. Chi cerca un carattere gratuito può fare il download di Noto Sans direttamente da Google Fonts, insieme a decine di varianti per ogni lingua.
I font sans serif più famosi
Tra i font sans serif più famosi ci sono Helvetica, Arial, Futura e Roboto, oltre ai già citati Open Sans e Noto Sans. Ognuno porta un carattere diverso, dal rigore svizzero di Helvetica alla leggerezza geometrica di Futura. La scelta giusta dipende dal messaggio che il brand vuole comunicare.
Come abbinare due font nello stesso progetto
Chi abbina due caratteri nello stesso progetto può seguire alcune regole semplici.
- Punta su al massimo due font per progetto, a meno che il lavoro non richieda una scelta diversa per motivi specifici.
- Cerca un buon contrasto tra i due caratteri, così la differenza resta chiara a colpo d’occhio.
- Testa sempre la leggibilità con più combinazioni prima di fissare la scelta finale.
- Non dare per scontato che un font serif sia più formale di un font sans serif, esistono caratteri a bastone eleganti che richiamano il passato.
Due caratteri funzionano bene insieme quando condividono qualcosa, anche solo le proporzioni. Garamond e Futura, per esempio, si basano entrambi sulle proporzioni delle lettere maiuscole romane e per questo stanno bene assieme. Una delle combinazioni più popolari resta quella tra un font sans serif e un font serif, un abbinamento quasi impossibile da sbagliare. La chiave sta nel cercare il contrasto, non il conflitto, come nel caso di Impact e Garamond, due caratteri troppo diversi per forma, altezza e periodo storico.
Il font come parte dell’identità del brand
Il carattere scelto per un logo comunica anche senza parole, un po’ come il tono di voce in una conversazione. Lo sostiene la designer britannica Sarah Hyndman, che paragona la tipografia a una forma di comunicazione non verbale. Per un’azienda, il font giusto rafforza la personalità del marchio e distingue il brand dai concorrenti.
Una buona scelta tipografica conta ma da sola non basta. Anche il miglior carattere perde valore senza una stampa precisa su ogni gadget aziendale. Il team Vivagadget lavora ogni giorno con le tecniche di stampa più aggiornate, per rendere ogni articolo personalizzato coerente con l’identità grafica del brand.
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Domande frequenti su font serif e sans serif
Qual è la differenza tra font serif e sans serif
I font serif hanno piccole aste alle estremità delle lettere, chiamate grazie. I font sans serif ne sono privi e mostrano un tratto pulito e lineare.
Quando conviene usare un font serif
Nei testi lunghi come libri, riviste o giornali, dove lo spazio ravvicinato tra le lettere aiuta la lettura su carta.
Quando conviene usare un font sans serif
Sullo schermo, per app e siti web, perché resta leggibile anche a dimensioni piccole e su display a bassa risoluzione.
Quali sono i font sans serif più famosi
Helvetica, Arial, Futura, Roboto, Open Sans e Noto Sans sono tra i più usati nel design digitale.
Dove si può scaricare Noto Sans gratis
Il download di Noto Sans è gratuito su Google Fonts, con decine di varianti per ogni lingua e sistema di scrittura.
Quanti font si possono abbinare in uno stesso progetto
Al massimo due, salvo esigenze particolari del progetto. Un buon contrasto tra i due caratteri rende la combinazione più efficace.